Attivo sin dal 1968, ha pubblicato oltre venti libri. Le sue vignette compaiono ogni giorno con successo sul principale quotidiano spagnolo, El País, e sono tradotte in tutto il mondo (in Italia sono pubblicate ogni settimana da Internazionale). A febbraio minimum fax pubblicherà la raccolta Vignette per una crisi. El Roto (pseudonimo di Andrés Rábago García) è il più popolare vignettista spagnolo. Attivo sin dal 1968, ha pubblicato oltre venti libri. Le sue vignette compaiono ogni giorno con successo sul principale quotidiano spagnolo, El País, e sono tradotte in tutto il mondo (in Italia sono pubblicate ogni settimana da Internazionale). A febbraio minimum fax pubblicherà la raccolta Vignette per una crisi. longchamp Pliage
Questo pezzo è uscito su Orwell. (Immagine: Abelardo Morell.)Oggi si fa una gran discussione intorno alla non-fiction. Qual è il confine tra giornalismo e letteratura? È possibile individuare una linea di demarcazione o piuttosto una terra di mezza al cui interno, a sua volta, prendono corpo percorsi differenti tra loro? Fino a che punto è consentito attraversare i confini? Dove si colloca l io in tutto questo (l io che osserva, l io che agisce, l io che narra)? Grande è la confusione sotto il cielo, specie in Italia, tanto che converrebbe mettere un po di ordine nel discorso. foto di Roberto BeaniLa casetta a due piani si trova sopra la sponda di un fiume. Una ventina di metri più in alto si snodano i tornanti asfaltati di una strada di montagna. Ogni tanto arriva una donna, stringe le mani attorno al guardrail, dove una scala di ferro posticcia scende verso il fiume, e grida il nome di sua figlia:“Sara! Saraaaa Mi senti? Dove sei?”. longchamp Pliage pas chersac longchamp pas cher Sara − nome di fantasia − è una delle tante ragazze e ragazzi che ogni giorno, scesa la scala e un sentiero dirupato, tornano alla casa sul fiume. Non è raro che Sara, dopo aver cenato in veranda, si fermi a dormire su di una delle tre, quattro brandine attrezzate nella zona notte. Così come altri passano la notte in altre capanne, cannicci e baracche edificati negli ultimi anni lungo le due sponde del fiume. La zona si trova a pochi chilometri da un celebre tratto di costa italiana e si anima della presenza di decine di persone, tra i 12 e i 40 anni, nel periodo tra giugno e settembre. Trattandosi di costruzioni abusive, mi è stato chiesto di non aggiungere altre indicazioni. Al di là della definizione di abusivo, che getta una luce parziale ed iniqua sul lavoro creativo di questa piccola comunità, si può comunque affermare che la casa appartiene al genere delle architetture spontanee. Come gli igloo, i trulli, le tende mongole o le edicole religiose costruite, in Sud America, con le lattine di coca cola. sac longchamp
Qualche mese fa ero a un incontro di aggiornamento per gli insegnanti di materie umanistiche nel liceo. In una sala convegni gigantesca, eravamo in seicento a sentire Guido Baldi del famoso manuale Giusso-Baldi, che discettava su come insegnare meglio letteratura al liceo: usate la narratologia, esortava, educate secondo una didattica strutturalista questi ragazzi di oggi che non leggono niente, non sanno nulla e stanno tutto il giorno a rincretinirsi coi videogiochi . A quella sala d insegnanti che applaudivano in modo sperticato Baldi, ben contenti di sentirsi superiori moralmente ai ragazzi di oggi che spendono centinaia d ore davanti a una consolle, vorrei dedicare questa piccola recensione del migliore saggio di poetica (ossia, se vogliamo, dell arte di inventare mondi) che ho letto quest anno un libro che non soltanto è capace di aggiornare meglio di Baldi quanto scritto da Greimas o Genette o ovviamente da Roger Caillois nella sua teoria dei giochi, ma anche di tracciare una mappa del presente spingendosi fino ai confini estremi di quella che potremmo definire immaginazione collettiva. di Diego VitaliCi sono libri che affrontano questioni centrali con tesi provocatorie ma in qualche modo centrate, se non fosse che arrivano alle loro conclusioni partendo da premesse sbagliate.Nel suo ultimo pamphlet, Senza trauma (Quodlibet) Daniele Giglioli sostiene una tesi che ha fatto discutere: l’onnipresenza del trauma nelle scritture contemporanee, come dispositivo metaforico del tutto svuotato di consistenza, immaginato ma privo di un vero rapporto con la realtà. Da qui deriva una perdita di contatto, un’incapacità della letteratura di mordere davvero la realtà, rifugiandosi nel folle e paradossale inseguimento del reale, la “Cosa” che, secondo Lacan, non può essere simbolizzata, afferrata, detta. Ci si tuffa in un immaginario fatto di estremo e di pulp, un pastiche dai confini slabbrati e paludosi in cui tutto si immerge e si confonde.

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